Un mondo nuovo

Un mondo nuovo

Scrive Giovanni Iozzia nel suo editoriale su Economy:

Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze sono un indizio; tre coincidenze somigliano a una prova.

Domenica 21 la Camera dei deputati approva la storica riforma della Sanità fortissimamente voluta da Barack Obama.

Lunedì 22 Google chiude in Cina e si trasferisce a Hong Kong per non sottostare alla censura del governo.

Martedì 23 la Corte europea di giustizia respinge l’istanza di Louis Vuitton e di altre aziende che avevano chiamato in causa proprio Google per violazione dei marchi.

Tre coincidenze nel giro di pochi giorni, quindi una prova: politica ed economia non potranno più prescindere da internet e dai suoi attori. Rappresentano un nuovo potere di cui tenere conto negli equilibri futuri, globali e locali.

La controprova?

Proprio in questi giorni Obama sta mettendo sul piatto 15,5 miliardi di dollari per rinnovare la rete e garantire almeno alla metà degli americani una connessione ultraveloce entro i prossimi 10 anni. E per modernizzare il sistema sanitario grazie alle opportunità offerte dalle tecnologie digitali. E così il cerchio si chiude. Pensando alla salute e al futuro.

Secondo la Federazione internazionale degli attori quest’anno le arti musicali e cinematografiche perderanno 24 miliardi di euro a causa dei download illegali.

La Corte europea ha stabilito che la responsabilità dell’uso non autorizzato dei marchi (come Louis Vuitton) è dei gestori dei siti che li usano illegalmente e non di Google che vende le parole chiave per attirare i navigatori sui siti stessi.

Google, forte di questa vittoria, va oltre: i diritti legati al marchio non sono assoluti!

Il mezzo cambia ma il quesito è sempre lo stesso e riguarda il confine, sempre più mobile, tra la libertà personale e  quella degli altri, tra la libertà d’espressione e la censura.

La rete è anarchica e sfrutta una totale e incontrollabile libertà d’espressione. L’indifferenza alle regole si trasforma in  prepotenza nei confronti dei più tradizionali soggetti economici e l’attacco portato ai potenti e alla loro immagine viene applaudito. E il potente cerca, spesso goffamente, di manipolare l’opinione in rete.

È un mondo nuovo dove i tradizionali poteri di forza si ribaltano e il piccolo ma veloce compete con il colosso. Le logiche della comunicazione assumono nuove forme e non è facile definire le nuove regole.

Conclude Iozzia: “Forse è arrivato il momento di fare uscire la rete dalla stagione dell’infanzia gioiosa e ribelle, in cui tutto era bello e possibile, e capire come affrontare l’età adulta in cui riuscire a contemperare libertà e tutele. Della privacy e dei diritti di proprietà. Perché l’anarchia poteva forse funzionare quando i navigatori erano pochi e le opportunità online ancora meno. Ma ora non è più così.”

Il dibattito è aperto.

Ha detto Galileo Galilei: “Dietro ogni problema c’è un’opportunità.”

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