Social Networking [seconda e ultima parte]

Social Networking [seconda e ultima parte]

I social networks non nascono con Facebook. Pubblichiamo la seconda ed ultima parte di un articolo di Errico Grisot apparso su BlogoSphera che ci è piaciuto molto e che rivela i meccanismi alla base dei social network e perchè sono importanti.

La prima parte dell’articolo.

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Si sono versati fiumi di inchiostro sulla costruzione di relazioni sociali per la crescita della propria carriera lavorativa, ma spesso ci si è concentrati soltanto su tecniche di comunicazione o peggio ancora ci si è fissati con gli strumenti tecnologici, tralasciando un elemento fondamentale: la generosità.

Quando gli obiettivi diventano importanti, abbiamo bisogno d’aiuto per centrarli.

Ma prima di avere, dobbiamo essere stati in grado di dare. Solo dopo, avremo la possibilità di chiedere una mano a chi ce la può tendere.

Questo significa essere in grado di aggiungere valore alle relazioni con le persone che ci sono vicine. Se non siamo in grado di offrire qualcosa in più agli altri, non possiamo pensare di possedere una rete di conoscenze solida e affidabile, e quindi qualcuno che ci possa aiutare a raggiungere i nostri obiettivi.

Le relazioni sociali si rafforzano attraverso una fiducia reciproca che va costruita, alimentata e mantenuta.

Clinton coinvolgeva nella sua corsa a governatore altre persone, e questo significava anche farsi carico della responsabilità dei loro problemi. La nostra capacità di aiutare gli altri crea, infatti, la fiducia che sta alla base della tenuta di una relazione sociale.

In molte riviste di management e nei principali forum di discussione mondiali si sta affermando l’importanza delle reti di relazioni sociali per il successo nella vita lavorativa.

Dopo il periodo della New Economy, siamo ritornati nella Old Economy che però purtroppo non è più quella di prima.

Alcuni utilizzano l’espressione “fluid economy” per fotografare lo stato delle cose di oggi.

Tutto si trasforma di continuo, e certezze, nel mondo degli affari e del lavoro, non ce ne sono più.

Le aziende hanno a che fare con clienti che si muovono velocemente, che cercano alternative e che sfuggono alle categorizzazioni degli esperti di marketing.

Quindi provano a trattenere i propri clienti, con lo scopo di dar vita a rapporti duraturi, puntando sulla qualità dei propri prodotti, l’innovazione, i servizi. Sono modalità utili a creare e rafforzare la fiducia tra azienda e cliente. Perché quando ci fidiamo di qualcuno lo teniamo in considerazione, seguiamo i suoi consigli e siamo disposti ad aiutarlo se ne ha bisogno.

Allo stesso modo quando ci troviamo in situazioni lavorative (ma il discorso sarebbe valido anche per la sfera personale) nelle quali non sappiamo muoverci, perché magari sono nuove o particolarmente ostiche, il primo pensiero è quello di chiedere il consiglio di qualcuno che conosciamo.

Ecco che ci rivolgiamo alle persone di cui ci fidiamo.

E più i problemi ci sembrano importanti e delicati, più è ristretto il numero di referenti possibili.

Nello sviluppo della nostra carriera lavorativa, proprio le persone che hanno fiducia in noi possono regalarci le opportunità più interessanti, perché la relazione che esiste con loro è forte e solida.

Quali sono i clienti migliori per una azienda?

I migliori clienti sono i clienti già esistenti. Sono quelli attivi adesso. Le vendite migliori arrivano infatti da chi conosce l’azienda, e ha una relazione di fiducia con questa.

La costruzione di reti sociali, quelle che aiutano le persone a crescere professionalmente e le aziende a prosperare, parte dalle relazioni che già esistono. Il primo passo sarà rafforzare le relazioni esistenti domandandosi: “Che valore aggiunto posso dare alla mia rete?”.

Con una rete solida e affidabile le opportunità migliori arrivano più facilmente.

Se poi la prospettiva per gli anni futuri è un continuo cambiamento e un’instabilità dei mercati economici e lavorativi, allora la capacità di attrarre occasioni di crescita per i singoli e opportunità di sviluppo per le aziende sarà la caratteristica che determinerà chi sale e chi scende.

Quello che dobbiamo chiederci oggi è che cosa possiamo fare per rafforzare le nostre reti di relazioni per attrarre migliori opportunità per il futuro. Su questo dobbiamo lavorare.

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