Nuovo Cinema Online.

Nuovo Cinema Online.

Negli anni 90, il boom di catene di home-video come Blockbuster ha cambiato il modello di fruizione del cinema: una serata in casa con familiari e amici, un buon film – grande scelta, nessun obbligo di possesso, spesa ridotta – e, magari, qualche chilo di pop corn.

Unico inconveniente: il film dovevi andartelo a prendere in negozio – e spesso era “fuori” – e, peggio ancora, riportarlo prima che scattassero salatissime multe per il ritardo nella riconsegna.

Pur in presenza di nuove tecnologie, come il 3D, che danno nuova vitalità al cinema, questo modello permane tutt’oggi ma Internet lo ha rivoluzionato in maniera radicale: abbassando i prezzi (azzerandoli nel caso delle copie pirata) ed eliminando quello che era il limite fisico del noleggio tradizionale.

Lo sviluppo della banda larga alla fine degli anni Novanta ha favorito la crescita delle reti P2P (peer-to-peer) in cui era possibile pescare nel PC di un altro utente il film o la canzone desiderata e copiarlo sul proprio hard disk. Le major – soprattutto quelle musicali – sono riuscite a bloccare alcune iniziative, primo fra tutti il famoso Napster, ma il fenomeno è ancora diffusissimo.

Altro duro colpo è arrivato dal boom di YouTube che ormai fornisce – spesso in alta definizione – lunghi spezzoni di pellicole, anche le più introvabili, caricate dagli appassionati di tutto il mondo. Creata nel 2005, la community di YouTube (acquistata da Google nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari) cresce a vista d’occhio: più di 2 miliardi i video consultati al giorno, mentre i filmati crescono di 24 ore ogni singolo minuto. Dopo averle fatto la guerra, le major dello spettacolo recentemente hanno siglato una “pace armata” con YouTube, chiedendo di volta in volta l’eliminazione di spezzoni incriminati ma anche usando il mezzo per pubblicizzare i propri cataloghi.

Altra concorrenza via internet è quella che arriva da iTunes che attualmente permette (ma non in Italia) il noleggio online di film e serie tv, con prezzi che partono da meno di 3 euro. I film acquistati si possono vedere sia sul PC che sul televisore (grazie all’Apple TV) ma, come in un noleggio tradizionale, il film va visionato in un periodo ristretto di tempo (30 da giorni dal download e 48 ore dall’inizio della visione).

Infine, a condannare il “modello-Blockbuster” – almeno negli Usa – è stato il successo di Netflix, che propone sia il noleggio “fisico” via posta che mediante streaming online. Alla base del successo, anche i prezzi bassissimi: negli Usa bastano meno di 9 dollari al mese per scaricare tutti i film che si desiderano.

Minacciata su più fronti dalle nuove tecnologie, Blockbuster ha tentato nel 2009 un rilancio, proponendo negli Usa un suo “set-top box”, apparecchio elettronico destinato ad aggiungere numerose funzionalità al televisore, e il servizio on demand. Mosse giunte troppo tardi: con la Google Tv che incalza, per i vecchi negozi di noleggio home video sembra davvero essere giunta la fine. Gli amministratori della compagnia, che possiede quasi 3500 negozi in tutti gli Stati Uniti e succursali in 29 nazioni nel mondo, hanno annunciato che a metà settembre presenteranno istanza di fallimento.

Per molti una catena di distribuzione che affitta film a prezzi non competitivi e fa pagare salate multe in caso di consegna in ritardo del video non ha più senso di esistere nel mondo della grande comunicazione digitale.

Anche in Italia nascono le prime proposte di cinema online: Movie On Demand è un network di noleggio online che nasce  da una rete di videoteche che cercano una possibilità di competere con le varie piattaforme illegali, ma facilmente disponibili, presenti sul web. E, soprattutto, competere con i tempi che cambiano.

Ha scritto Gore Vidal: “Oggi tutto è cinema: l’unica cosa che praticamente cambia è dove e come lo si vede.”

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