Nell’economia dell’attenzione parziale costante.

Nell’economia dell’attenzione parziale costante.

L’epoca dell’iperconnettività sta spalancando nuovi orizzonti che fanno da sfondo alle evoluzioni del mondo della comunicazione.

In uno dei primi numeri di Wired, oltre 10 anni fa, un saggio intitolato Metafisica della realtà virtuale osservava: “l’infomania sta erodendo la nostra capacità di trattenere significati. Con la mente sempre fissata sull’informazione, la nostra attenzione svanisce. E collezioniamo frammenti”.

Tutti noi passiamo sempre meno tempo a osservare e questo minor tempo lo dedichiamo a un maggior numero di pezzi di media disponibili nella nostra vita quotidiana.

Scrive Alberto Contri, Presidente Fondazione Pubblicità Progresso, “a 15 anni dall’irruzione di internet nella vita quotidiana, la crescente massa di dati a disposizione e la conseguente complessità stanno spingendo soprattutto le giovani generazioni a modificare il loro modo di rapportarsi con i media, cercando di diventare esse stesse multitasking. Capaci di compiere contemporaneamente più attività”.

Nel tentativo, spesso inconscio, di far funzionare il cervello umano come un computer, succede che ogni messaggio che riceviamo entri in competizione con molti altri stimoli nel contendersi l’attenzione del pensiero del destinatario. In un’attenzione parziale costante (CPAcontinuous partial attention, Linda Stone 1998).

In questo contesto, il rapporto con il tempo si rivela un fattore critico. Il peak-time televisivo, in cui milioni di persone guardano tutte insieme lo stesso programma, lascia il posto al my-time, in cui un crescente numero di persone organizza il proprio palinsesto selezionando tra decine di opzioni.

Le conseguenze per il mondo della comunicazione pubblicitaria sono state e sono enormi.

I consumatori diventano sempre meno tolleranti ai messaggi universali del “one size fits all” e questo rende la comunicazione di massa sensibilmente meno efficace.

Anche nella ricerca, la profilazione degli stessi consumatori segue sempre meno le tradizionali linee socio-demografiche, per far posto invece ad una segmentazione che si basa sugli atteggiamenti mentali.

In un mondo in cui i media e i punti di contatto si moltiplicano in maniera esponenziale e l’attenzione del consumatore è sempre più sfuggente, il messaggio si personalizza. E, soprattutto, assume vitale importanza trovare e mantenere un forte concept di comunicazione, di marchio e di prodotto, declinabile in maniera integrata sulle numerose applicazioni capaci di interessare clienti e consumatori nei diversi momenti della loro vita.

Come in un gigantesco iPad.

Il tempo è uscito dai cardini. Dannata sorte essere nato per rimetterlo in sesto.Amleto.

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