L’armata di liberazione del popolo e il blogging

L’armata di liberazione del popolo e il blogging

In una direttiva valida dallo scorso 15 giugno, la Cina ha vietato ai suoi 2,3 milioni di militari di scrivere su blog,  di creare siti web e di partecipare a social network.

La Cina è nota per la forte censura di internet e, in particolare, di tutti i siti web che trattano argomenti considerati “pericolosi” dal governo.

A questo proposito è interessante notare come l’esercito americano abbia da tempo un approccio profondamente diverso riguardo Internet e come abbia preso, a differenza della Cina, misure efficaci per utilizzare anche in senso propagandistico i social network e in generale il web.

D’altronde è noto che Internet nasce da un progetto della Difesa americana.

prima di Internet: ARPANET

Secondo quanto riportato dall’agenzia giornalistica cinese Xinhua, il divieto è stato posto in essere per motivi di riservatezza.

(D’altronde sappiamo bene che anche in Italia la privacy è usata spesso come motivazione ufficiale per emanare norme volte a limitare il web.)

Tornando alla vicenda cinese, la BBC ha citato un commissario politico dell’ “Armata del Popolo” il quale ha dichiarato che:

I soldati non possono aprire blog su internet, non importa se lo facciano in qualità di soldato o no. Internet è complicata e dobbiamo evitare le trappole online.

La Cina non è nuova a misure ciclopiche per proteggere la propria sovranità: un tempo c’era la grande muraglia cinese, oggi c’è il cosiddetto Great Firewall of China.

Ricordiamo che da pochi mesi Google ha smesso di operare dal territorio cinese proprio a causa dei regolamenti e delle intromissioni governative cinesi, e ha dichiarato che non accetterà ulteriormente la censura cinese.

Colpisce una definizione di internet che è stata inserita in un documento del governo cinese rilasciato pochi giorni fa.  Il documento riporta le cifre imponenti dello sviluppo di internet in Cina (nonostante la censura) e ribadisce la scelta cinese di regolare fortemente internet secondo le proprie leggi.

Nel documento, internet viene definita come “una cristallizzazione della saggezza umana“.

Internet come un lago “cristallizzato”?

Oppure è più corretto pensare al web come ad un fiume o ad un oceano in perenne movimento e senza una linea gerarchicamente governata da un partito?

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