La velocità del web: le vendette

Ne ha parlato la scorsa settimana il Wall Street Journal: cosa succede quando il pettegolezzo si associa alla tecnologia?
Immaginate lo scenario: ogni persona che conoscete, ogni membro della famiglia, amico, collega o conoscente casuale riceve una email anonima da uno sconosciuto che ti accusa di qualcosa di immorale o illecito.
Nell’era pre-digitale, spargere pettegolezzi era impegnativo e il tempo necessario per raggiungere un qualche risultato era tale da far passare la rabbia fino ad abbandonare i desideri di rivalsa.
Questo non è più vero e grazie a Internet chiunque può vendicarsi impulsivamente e (quasi) anonimamente.

Una delle storie raccontate dal wsj parla di una donna che per vendicarsi del marito traditore aveva sfruttato l’utenza Facebook di quest’ultimo.

Ecco la vendetta della signora in 2 semplici passi:
1 – aggiornare su Facebook lo status del marito con una frase tipo “mi trasferisco a casa di mia madre poiché mia moglie si è accorta della mia relazione con una collega”;

2 – rispondere alle domande degli amici aggiungendo particolari personali e umilianti.

L’impulsività tuttavia porta ad agire troppo rapidamente e questo può ritorcersi contro sè stessi. In effetti pare che alla signora in questione sarebbe piaciuto non essersi vendicata, visto che poi i due si sono riappacificati.

Esistono anche siti specializzati per vendicarsi di coniugi o anche di aziende.
RevengeLady.com dà consigli sulla “vendetta-terapia”. ( “E’ veloce, a buon mercato e dà soddisfazione immediata.”)

JobVent.com ti permette di “lanciare” spazzatura sul tuo datore di lavoro.

E per chi avesse voglia di spendere qualcosa c’è ThePayback.com che invierà per vostro conto rose appassite o un pesce morto alla vittima di vostra scelta.

Il problema spesso deriva dalla convinzione che Internet garantisca l’anonimato.

Questo però non è del tutto vero.

Se molestato a sufficienza, anche la persona più pigra del mondo può decidere di rivolgersi alla legge per rintracciare i “guastatori” dell’altrui reputazione.

Questa però è materia di un altro post.

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