La reputazione politica corre sul web.

La reputazione politica corre sul web.

Qualche giorno fa il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, è incappato in un piccolo ma spiacevole incidente.

Il giornale L’Unità ha riportato alcuni stralci di una sua conversazione telefonica allegata agli atti dell’indagine sui rapporti tra il coordinatore del Pdl Loris Verdini e l’imprenditore toscano Riccardo Fusi.

Dice L’Unità:

La Sardegna è bellissima, ma ha un grande limite: i sardi. È una logora battuta del repertorio xenofobo nazionale. Diventa sorprendente quando a pronunciarla è lo stesso presidente della Regione sarda.”

E il giornale riporta alcuni passaggi (con tanti omissis) della conversazione intercettata:

Fusi: «Io sono innamorato di quella terra lì». (Cappellacci ride). Un po’ meno dei sardi…».
Cappellacci: «Guarda… sfondi una porta aperta… perché ho la consapevolezza del vero grande limite della Sardegna: noi sardi. E quindi…» (ride ancora) I due si salutano,

Naturalmente si scatenano i commenti che viaggiano nei social networks. Da Facebook:

- vieni a dirmelo in faccia che sono un problema…

- l’avete votato??? tenetevelo.

- il problema più grosso per la Sardegna è lui…

– condivido il fatto che lui è un problema per tutti noi SARDI.

La rete amplifica e velocizza il diffondersi delle notizie. E i commenti, specie quelli negativi, si autoalimentano. Chi altrimenti non avrebbe l’opportunità di far sentire la propria voce adesso lo può fare. E ne approfitta.

E il politico di turno raramente si difende e spiega le sue ragioni (sempre ammesso che ce ne siano).

Ora, il governatore della regione sarda ha, come tanti suoi colleghi, un sito (http://www.ugocappellacci.it/) e diversi account sui principali social networks, quali Facebook, Myspace, Youtube e Flickr. Uno si aspetterebbe quindi che una persona pubblica, con tanto di Ufficio Stampa, reagisca, spieghi, metta in dubbio quanto riportato dai suoi oppositori, tranquillizzi e conforti i propri fan. E invece niente. Sul web non una parola, non un commento, neanche una debole difesa d’ufficio.

E la rete? E il sito? E i social networks? Parlano d’altro nella migliore delle ipotesi o, addirittura, come è il caso del sito ufficiale, sono aggiornati a un anno fa, al momento dell’elezione a governatore. L’ultimo comunicato stampa presente sul sito è del 26 febbraio 2009!!!

Internet viene quindi usata come strumento di comunicazione monodirezionale, dove i contenuti sono propagandistici e i messaggi sono simili a quelli di una serie di spot televisivi.

Il dialogo con i propri clienti-elettori, che la rete, a differenza della pubblicità classica, consentirebbe, è del tutto ignorato.

Ciò che è stato messo in piedi per vincere la campagna elettorale viene accantonato.

È proprio vero che, come diceva Leo Longanesi, “in Italia, alla manutenzione si preferisce l’inaugurazione.”

Riccardo Andreoni

http://www.riccardoandreoni.it

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