La Reputazione di Prodotto: quando il web batte la pubblicità.

La Reputazione di Prodotto: quando il web batte la pubblicità.

“… il 43 per cento di chi acquista un cellulare cerca informazioni su forum o newsgroup, circa un terzo vi fa ricorso nella scelta di viaggi e vacanze e una percentuale simile per orientarsi sul mercato dei PC. Il fenomeno si appresta a divenire, in molti settori, una delle più rilevanti fonti di influenza per l’acquisto.”

(Giampaolo Fabris, Societing, Egea 2008).

I dati sono impressionanti e, probabilmente, sottostimati. Comunque in crescita. E implicano che una buona reputazione in rete risulta spesso – per un bene o un servizio – molto più importante e capace di influenzare le decisioni di acquisto rispetto alla pubblicità tradizionale. Il consumatore, esperto o meno, diventa così fattore determinante nel modificare non solo i propri ma anche gli acquisti altrui.

Si realizza quindi la cosiddetta teoria dei poteri controbilancianti di Galbraith in cui le relazioni che si creano sul mercato fra produttori, distributori e consumatori vengono descritte come tre cateti di un triangolo equilatero di eguale forza e potere contrattuale. Pura teoria fino solo a qualche decennio fa, fino a quando cioè la distribuzione, finalmente organizzata, ha iniziato a dettare le sue condizioni alle imprese. Ma ancora sbilanciata a sfavore del consumatore fino a quando la rete non gli ha consentito di far sentire il proprio parere e di condividerlo con altri.

Una piccola esperienza personale esemplifica il concetto.

Prima di Natale, attratto da una tambureggiante campagna pubblicitaria televisiva (tecnicamente erano delle telepromozioni), abbiamo deciso in famiglia di acquistare un nuovo aspirapolvere. L’oggetto del desiderio (di cui non citerò la marca) veniva descritto come un concentrato della migliore tecnologia robotica in grado di operare in automatico, senza intervento umano. Visto il costo non proprio indifferente mi sono informato in rete … e, insieme ai commenti positivi, sono andato a leggere quelli di chi ne sconsigliava l’acquisto (tanti!) con le relative motivazioni. Tra questi qualcuno consigliava piuttosto, a parità di prezzo, l’acquisto di un aspirapolvere diverso, non automatico, ma dalle ottime performance e dai bassi consumi. Fatte le opportune verifiche negli stessi forum, ho constatato che, nel caso di quest’altra marca, i commenti negativi erano quasi inesistenti. E così l’abbiamo comprato, nonostante nel primo caso ci fosse una campagna pubblicitaria imponente e nel secondo no. Le opinioni di altri utenti disponibili sul web sono state determinanti nel pilotare la nostra decisione d’acquisto. La reputazione di prodotto in rete batte la pubblicità 1 a 0.

E prossimamente dovremo comprare una nuova lavatrice …

Riccardo Andreoni

http://www.riccardoandreoni.it

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