L’uomo più influente del mondo.

L’uomo più influente del mondo.

Time l’ha eletto persona più influente del 2011: è il blogger egiziano Wael Ghonim, simbolo della rivolta contro l’ex presidente Hosni Mubarak.

«Wael ha favorito l’inizio di una rivoluzione pacifica, enfatizzando il fatto che il regime avrebbe prestato ascolto ai cittadini che avessero esercitato il loro diritto a manifestare pacificamente», ha affermato il leader dell’opposizione egiziana, Mohamed El Baradei. «Tutto questo è un miracolo: un movimento che è iniziato con migliaia di persone il 25 gennaio è cresciuto fino a 12 milioni per la cacciata di Mubarak – ha sottolineato El Baradei – Ciò che Wael e i giovani egiziani hanno fatto si è poi diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo arabo».

Wael Ghonim ha trent’anni, è laureato in ingegneria informatica all’università del Cairo ed è marketing manager di Google in Medio Oriente e in Nord Africa. Lavora a Dubai, dove vive con  moglie e due figli. Ha spiegato il suo impegno come attivista in un’intervista al New York Times: da tempo aveva aperto una pagina su Facebook per ricordare le proteste del movimento “6 Aprile” di tre anni fa, poi ha intensificato la partecipazione su internet a gennaio.

Quando ha visto le strade affollate di manifestanti in Egitto è partito con un aereo per partecipare al corteo del 25 gennaio indetto per commemorare la morte di un giovane manifestante ucciso ad Alessandria (We are all Khaled Said). Non ha dichiarato a Google, però, il vero motivo del viaggio, giustificandosi con “motivi personali”. Ha descritto le speranze e i rischi del Cairo attraverso messaggi inviati dal suo cellulare nelle pagine di Twitter.

È stato arrestato nei primi giorni della protesta a piazza Tahrir, perché ritenuto uno degli organizzatori, su Facebook, della rivolta contro Mubarak.  Dopo il suo rilascio, l’8 febbraio, è stato accolto trionfalmente dai manifestanti divenendo uno dei simboli della rivolta. Ha descritto la sua cattura: “Ero con un amico e stavo prendendo un taxi, ma all’improvviso alcune persone hanno circondato la mia vettura. Ho gridato, ma sono stato bendato e portato via”. Racconta di essere rimasto in carcere per dodici giorni e precisa di non aver subìto violenze.

Nel frattempo Google aveva lanciato una campagna online per chiedere segnalazioni su Ghonim a chiunque avesse notizie. È iniziato così un passaparola su internet tra blog e social network. Fino al rilascio dalla prigione. E in seguito alla sua intervista con l’emittente Dream TV è diventato in poche ore una celebrità.

Ha scritto nel suo microblog: “Piazza Tahir è bloccata. Stiamo provando ad arrivare lì. Gli egiziani stanno facendo la storia”.

“Se non ci fossero stati i social network la scintilla non sarebbe scattata. La situazione prima della rivoluzione era critica. Senza Facebook, Twitter, Google e YouTube questo non sarebbe mai successo”, ha detto.

Nella classifica di Time troviamo, tra gli altri, al 52mo posto Sergio Marchionne e, solo all’87mo, Barack Obama.

http://www.riccardoandreoni.it

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