Julie & Julia e il successo dei blog

Julie & Julia e il successo dei blog

Per chi non l’avesse visto, Julie & Julia è un film godibile e divertente, ben recitato (Meryl Streep è come al solito bravissima) ed è tratto da due storie vere.

La vicenda ruota intorno a una donna di 30 anni, Julie Powell (Amy Adams), residente nel Queens che ha un noioso impiego come segretaria. Ha bisogno di qualcosa che spezzi la monotonia della sua esistenza così decide di prendere la copia di sua madre del libro di cucina scritto da Julia Child (la Streep, appunto) nel 1961 Mastering the Art of French Cooking. Dopo averlo letto stabilisce di preparare tutte le 524 ricette nel giro di un anno e di raccontarlo in un blog. La trama segue parallelamente le vite di Julie nel 2002 e di Julia nel 1949.

Nata ad Austin (Texas), Julie Powell a vent’anni si è trasferita a New York per fare l’attrice. Ma poi ha fatto la segretaria. E un libro di cucina le ha cambiato la vita. Oggi, dopo che il suo blog dedicato alla famosa cuoca Julia Child  è diventato un vero e proprio fenomeno e ha ispirato il libro Julie & Julia (bestseller negli Stati Uniti, in corso di traduzione in 17 paesi), Julie si è trasferita a Long Island City e di professione, stavolta, fa la scrittrice.

Il punto è che il blog di Julie è diventato in poco tempo estremamente popolare negli Stati Uniti.

Quindi la domanda è: perché tra tanti che trattano di cucina proprio il suo ha avuto successo?

Provo a dare una risposta, partendo da principi validi anche per altre forme di comunicazione e, naturalmente, semplificando, conscio del fatto che il successo di qualsiasi agire umano abbraccia troppe variabili e non può essere ricondotto ad un così semplice schema. Ma tant’è.

Regola numero 1: state your purpose, spiega chiaramente qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere. Tutti abbiamo un obiettivo in quello che facciamo e renderlo palese a chi potrebbe leggerci crea partecipazione. Julie aveva un obiettivo: preparare 524 ricette in 365 giorni! E l’ha dichiarato apertamente, in una sorta di sfida virtuale con se stessa e con il suo pubblico, inserendo nel blog un contatore di ricette fatte e di giorni mancanti alla scadenza.

Regola numero 2: be authentic, essere onesti e autentici in quello che si comunica viene sempre apprezzato. Soprattutto nel mondo della rete dove la mancanza di trasparenza viene inevitabilmente smascherata e bandita. Julie parlava di se stessa, oltre che della sua passione, facendo del vero e proprio outing delle sue debolezze e delle sue difficoltà. Tante volte arrivò al punto di rinunciare ed fu salvata dai commenti dei suoi fans.

Regola numero 3: adapt your language, lo stile del linguaggio usato deve essere adeguato al mezzo. In un blog il linguaggio usato deve essere rapido, arguto, a volte ironico, quasi colloquiale. Julie è ovviamente una scrittrice, ma è stata capace di adattare il suo stile al mezzo. Ecco come descrive se stessa in terza persona il primo giorno del suo blog:

Government drone by day, renegade foodie by night. Too old for theatre, too young for children, and too bitter for anything else, Julie Powell was looking for a challenge. And in the Julie/Julia project she found it. Risking her marriage, her job, and her cats’ well-being, she has signed on for a deranged assignment.

Naturalmente ci sono altri ingredienti che possono spiegare la popolarità di un blog. Ma a me piace fermarmi qua. E se qualcuno volesse aggiungere qualcosa è benvenuto.

Internet è un grande strumento di democrazia, che consente a chiunque abbia un’idea brillante e un business plan di creare un prodotto o un servizio e di venderlo in tutto il mondo.” (Nikesh Arora, presidente Google EMEA)

Riccardo Andreoni

http://www.riccardoandreoni.it

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