Il narcisismo su Facebook

Il narcisismo su Facebook

Abbiamo già visto (L’amicizia su Facebook)  quanto  sia facile essere inondati dalle rivelazioni personali dei nostri amici.

Probabilmente la molla che spinge a rivelare tanti dettagli personali è il narcisismo.

Narcisismo che è alla base di molto del contenuto e dei profili pubblicati su Facebook et similia.

Lo spiega bene  Christine Rosen sul “New Atlantis”:

Nonostante il tono apparentemente casuale, [...] essi sono accuratamente e deliberatamente scritti per mostrarsi nel modo più accattivante possibile.”

e ancora:

“La rivelazione di una persona può renderla interessante, ma la diffusione di rivelazioni da parte di centinaia di migliaia di persone diventa rapidamente noiosa fino ad essere un solipsismo di massa”.

(Virtual Friendship and the New Narcissism)

La tecnologia viene incontro al desiderio di essere iperconnesso con altre persone.

Questo desiderio nel mondo reale necessita di tempo e di molta dedizione, con Facebook può essere soddisfatto molto più facilmente e con un successo numerico di gran lunga superiore a quello del manager che usa compulsivamente il proprio Blackberry.

E’ ancora Christine Rosen a far notare alcune caratteristiche dell’amicizia che fiorisce in questi spazi virtuali:

Il collegamento ipertestuale chiamato ‘amicizia’ sui siti di social networking, è pubblico, fluido e promiscuo, eppure stranamente burocratizzato. L’amicizia, su questi siti, si concentra molto sulla raccolta, la gestione e la classificazione delle persone che conosci”.

La struttura dei siti di social networking incoraggia questa burocratizzazione dell’amicizia.

In questo senso va anche la stessa terminologia usata nella “Gestione degli amici“: “Modifica i miei amici“, “Vedere tutti i miei amici” o “Cancella gli amici”.

Ma perché gli utenti di Facebook si affannano tanto a “gestire” e aumentare il proprio numero di amici?

La risposta della Rosen è che l’impulso a raccogliere il maggior numero di “amici” possibile su MySpace o su Facebook non è un’espressione del bisogno umano di compagnia, ma di una diversa necessità non meno profonda e pressante: il bisogno di status.

Da qui la necessità di essere sempre presenti e di vigilare che lo status sia salvaguardato.

Insomma ogni profilo su Facebook rappresenta una forma di “campagna mediatica attentamente pianificata.

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