Il Crowdsourcing.

Il Crowdsourcing.

Chiedere alla rete un contributo per risolvere problemi aziendali. Magari a costo zero. E il Crowdsourcing – termine coniato da Wired qualche anno fa – è diventato un sistema per mettere al lavoro cervelli e talenti presenti sul web, che spesso hanno come unico desiderio di ricompensa quello di apparire.

Medusa, la casa cinematografica della Fininvest, ha cercato e trovato in rete il titolo di uno dei suoi film, Tutto l’amore del mondo, con un costo di appena 2.000 euro.

Harley Davidson ha chiesto il contributo della sua community per risolvere alcune questioni tecniche: sono arrivate 650 idee.

Barilla ha lanciato Nel Mulino che Vorrei, uno fra i primi esperimenti italiani di cogenerazione di idee. Fra nuovi packaging, promozioni, sconti o commenti sulle responsabilità sociali e ambientali, i fans hanno ottenuto il rilancio del Soldino, merendina degli anni ’80. Con 400 mila visite e oltre 3 mila idee ricevute, l’azienda fidelizza i consumatori, li rende partecipi del processo creativo e risparmia sulle indagini di mercato.

Banca Sella ha recentemente lanciato una carta prepagata che funziona come un conto corrente e permette di accreditare lo stipendio e fare o ricevere bonifici. Però non è stato il marketing che ha studiato il nuovo prodotto, ma un cliente che ha segnalato l’idea sulla Banca delle Idee e ha ricevuto una valanga di voti.

L’anno scorso Webank ha dato vita al progetto La Banca che Vorrei che chiede a clienti e non idee per migliorare prodotti e servizi. Ne sono arrivate più di mille, 120 già realizzate e 200 in corso di valutazione.

3 Italia usa la community Le sai tutte per rispondere a quesiti e dare suggerimenti sull’uso dei telefoni. E le risposte arrivano direttamente dagli utenti, che così ricevono punti per acquistare telefoni e ricariche. È un canale di assistenza alternativo al call center o all’email.

Il sito InnoCentive pubblica i quesiti delle principali multinazionali, che offrono una ricompensa (da 5 mila a un milione di dollari) a chiunque fornisca la risposta: professori, ricercatori, esperti o semplici utenti, inventori improvvisati. Recita il sito, “we have thousands of challenges that need your brainpower and companies that are willing to pay you to think. Get in on the action.”

Così Wikipedia definisce il termine Crowdsourcing: un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in una comunità virtuale. Questo processo avviene attraverso degli strumenti web. Inizialmente si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. La community open source è stata la prima a trovarne beneficio.

L’enciclopedia Wikipedia stessa viene considerata da molti un esempio di Crowdsourcing volontario.

Non è detto che le idee raccolte in rete producano sempre le soluzioni più adatte, ma non ci può essere alcun dubbio che questa sia una nuova era nella vita delle aziende. E una nuova fase di internet.

http://www.riccardoandreoni.it

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