Carpooling 2.0.

Carpooling 2.0.

Cambiano i tempi e l’uomo si adatta ai nuovi mezzi che gli consentono di perseguire i propri scopi, assicurando nel contempo la sopravvivenza della propria specie.

Nei giorni scorsi la cenere sprigionata dall’eruzione di un vulcano nel ghiacciaio di Eyjafjallajokull, nel sud dell’Islanda, ha bloccato per giorni il traffico aereo in gran parte dell’Europa. E ha spostato i movimenti di persone e cose sulla terra: cenere nei cieli e treni stracolmi, che fare? Forse condividere un passaggio in auto con chi fa la nostra stessa strada, pratica già molto diffusa nel nord Europa e negli Stati Uniti ma in crescita anche da noi.

Si chiama carpooling e oggi significa muoversi per andare al lavoro, ma anche organizzare un viaggio o una trasferta di piacere e pensare verde. Anche sul web: una connessione, una ricerca veloce, magari su postoinauto.it.

Dietro a postoinauto.it non c’è una grande azienda, né un ente pubblico. Il sito è stato fondato ed è gestito da due studenti nel loro tempo libero. Si tratta dunque di un sito indipendente, che non persegue fini economici ma, ispirato al successo del carpooling in altri Paesi europei, vuole offrire un servizio a tutti i viaggiatori italiani e dare così un contributo, anche se limitato, per migliorare gli spostamenti nella società in cui viviamo.

In queste ultime settimane, postoinauto.it è stato preso d’assalto da chi è rimasto vittima dei disagi ma anche da persone che volevano dare una mano. In quattro giorni si è registrato un incremento di fan su Facebook (http://www.facebook.com/home.php?#!/postoinauto?ref=search&sid=1361817627.1736740300..1) del 45% e dei viaggi attivi del 20%, mentre le visite al sito sono triplicate. Più aumenta il numero di viaggi, maggiore è la possibilità di trovare un passaggio su misura. Il carpooling ha successo solo se praticato da un gran numero di persone.

In questo periodo, il viaggio più lungo è stato Stoccolma-Roma, con i viaggiatori che si sono alternati alla guida per non dover fare soste e rientrare prima possibile, dopo che il loro volo era stato cancellato.

I fondatori di postoinauto.it sono due: Olivier Bremer ha conosciuto e sperimentato personalmente il carpooling in Germania, considerato dagli studenti tedeschi il mezzo di trasporto preferito. In Germania è assolutamente naturale, se si viaggia da soli in auto, cercare dei compagni di viaggio per risparmiare e viaggiare in compagnia. Perché allora non renderlo naturale anche in Italia? Federico Amoni ha invece vissuto a Bologna, sulla sua pelle, le numerose difficoltà logistiche che un centro urbano può presentare: il traffico intenso ad ogni ora rende praticamente impossibile muoversi rapidamente in città, anche utilizzando i mezzi pubblici. È nata così l’intuizione che la condivisione dell’auto, se praticata bene e da un alto numero di utenti, è in grado di ridurre sensibilmente il traffico sulle strade italiane e di migliorare la nostra qualità della vita.

L’incentivo è il risparmio. Se ho posti liberi nella mia auto, li metto a disposizione in cambio di un contributo. Se invece viaggio sull’auto di un’altra persona, lo faccio perché risparmio rispetto ad altri mezzi. Fin qui, nulla di straordinario. Tuttavia, l’aspetto geniale sono gli “effetti collaterali”: se molte persone seguono questa logica, diminuirà anche il traffico e di conseguenza l’impatto ambientale. (da Wired).

Ha detto Charles Darwin: “Non è la più forte della specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.”

Riccardo Andreoni

http://www.riccardoandreoni.it

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